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Le banche USA e "too big to fail"

Le banche USA e "too big to fail" - Viaggio a Wallstreet
Da molto tempo desideravo dire la mia sulle banche USA ma attendevo un chiarimento che ieri è puntualmente arrivato
Tutti coloro, ed anche la gente comune, che hanno seguito l'evoluzione della crisi finanziaria sanno o dovrebbero sapere che uno dei punti cardine dei tanti salvataggi è stata la consapevolezza che questi istituti erano "too big to fail" ossia troppo grandi per fallire, da questa considerazione nasceva l'imperativo categorico di salvarle tutte o quasi per poi ridistribuire i rischi sistemici separando le attività con maggiore rischio da quelle proprie delle banche commerciali. Nell'articolo crescita e prosperità abbiamo accennato all'importanza del ruolo svolto da queste istituzioni e della necessità di ridare ad esse il ruolo proprio che la storia dell'economia le aveva attribuito.
Ciò che invece è poco noto è la formazione di uno stato patrimoniale di una banca qualunque, cercherò in modo semplice e sintetico di dare dei rudimenti per comprendere meglio ciò che è accaduto e cosa le autorità hanno fatto per poi ritornare sulle comunicazioni rese ieri dal Fed maresciallo Ben Bernake

Lo stato patrimoniale di una banca X è cosi composto, sul lato dx vi sono le passività sul sx le attività
In termini semplici le passività della ns banca X sono:
-fondi da terzi per condurre i suoi impieghi, questi fondi possono essere emissioni di azioni, prestiti da individui (i ns soldi), prestiti da banche o altre istituzioni finanziarie,
-emissioni obbligazionarie et simili

La ns banca X con tutti questi fondi reperiti crea il lato sx dello stato patrimoniale, ossia le attività
-erogazione di prestiti a banche, imprese o a singoli individui per comprare ad es una casa

Fin qui tutto semplice, la banca guadagna contraendo denaro a prezzo vantaggioso ed investendolo a tassi maggiori generando profitti

il valore della ns banca X è dato dalla differenza tra il valore delle attività e dil valore delle passività, questa differenza forma il cosidetto patrimonio netto
Ora durante la crisi la FED ha sostenuto in tutti i modi le passività fornendo tutto il capitale necessario al funzionamento della banca ma il valore delle attività diminuiva costantemente, quando il valore delle passività supera gli attivi la banca diventa insolvente o fallita
Siccome nonostante la Fed, nonostante i fondi sovrani e tutti i soldi che sono riusciti ad elemosinare, gli attivi continuavano a diminuire ( sofferenze sui prestiti, insolvenze varie, mutui etc etc) cosa fare?
Allora il genio del sig Geithner "s'inventa" di abolire il mark-to-market,  cosi magicamente gli attivi che valevano 0 tornano al valore d'origine nominale, la ns banca X da insolvente torna a splendere ma è solo figurativo
Il mark-to market era ed è lo strumento più corretto attraverso il quale venivano prezzati alcuni assett, ossia il valore di mercato nel caso in cui si ipotizzasse una cessione di questi ( difatto esisteva un vero mercato), ne consegue che il valore era fluttuante a secondo della loro qualità e domanda. Durante la crisi tutti questi assett valevano 0 o quasi avendo come sottostante il nulla (mutui subprime) e conseguentemente gli attivi si riducevano anch'essi in modo esponenziale definendo lo stato patrimoniale delle banche come insolventi per la dinamica sopra esposta.
L'abolizione, di questo importante e corretto strumento di valutazione, è stato un vero imbroglio o come si dice oggi tarocco.
La giustificazione morale e finanziaria fu che questi istituti erano too big to fail e che cmq il mercato non prezzasse adeguatamente degli assett che invece un valore lo avevano.....
La Fed ed il governo USA tentarono precedentemente a questo atto immondo e vile di separare questi assett dal resto degli attivi creando, qualcuno ricorderà, la bad bank.
La bad bank non fu altro che un tentativo per allocare ai privati a prezzi vantaggiosi e con tutti gli oneri per il governo, gli assett tossici presenti in molteplici banche, finanziari ed agenzie varie, questo progetto si chiamò Public-Private-Investement-Program, acronimo PPIP, http://www.financialstability.gov/roadstability/publicprivatefund.html
Questo progetto non ha mai avuto successo (nessuno voleva la cacca degli altri) perche di fatto il governo ha sussidiato le banche in altro modo, appunto con l'abolizione del mark-to-market che diversamente avrebbe costretto le banche a valutare i titoli tossici al loro reale prezzo di mercato e non al valore nominale come di fatto l'abrogazione della norma ha fatto.

Questi assett fasulli sono ancora presenti nei bilanci delle banche ed a questi, cosi torniamo all'oggi, si aggiungono le numerose inadempienze dei mutui non subprime, dal residenziale al commerciale rischiano di fare la stessa fine perchè il valore degli immobili è + basso del valore residuale dei mutui ed ovviamente viene meno l'impegno ad onorare il debito

Per conferma esiste una chiara denuncia di Evans della Fed di Chicago:
".....In particolare, ha sottolineato Evans, nonostante gli sforzi del governo per arginare i pignoramenti, alla fine del 2010 le case pignorate potrebbero arrivare a quota 3 milioni di unità.
"La perdita di posti di lavoro e la disoccupazione causano oggi più mancati pagamenti che la concessione imprudente di mutui"
http://finanza.repubblica.it/News_De...-08-24&src=TLB

Capirete bene come la fragilità, ed è un eufemismo, sia ancora presente in tutti gli istituti bancari USA e credo sia questa consapevolezza che abbia spinto ieri Bernake a chiarire meglio ciò che la riforma finanziaria aveva appena accennato

"Credo che, anche senza l'intervento diretto del governo, assisteremo al break up» di qualche grande istituzione finanzaria e «alla riduzione in generale della loro complessità......., ed ancora, «Se noi decidiamo che queste società sono troppo grandi noi abbiamo il potere di costringerle a disinvestire certi business o di smembrale». La nuova riforma «non permetterà facilmente al governo di fare nuovi salvataggi» come nel passato. "
Leggete tutto l'articolo http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-09-02/culpa-bernanke-lenta-individuare-152249.shtml?uuid=AYcYv2LC

Goldman e MorganStanley hanno già provveduto a ridursi o meglio a trasferire i rischi relativi ad alcune attività, quella veramente grossa e pesante è Citigroup dove la partecipazione del Governo USA è da primo azionista con tutte le responsabilità che questo comporta, crediamo che insieme al disinvestimento qualcosa accadrà....

Ma voglio sottolineare come al di là delle grandi banche citate, esista un triste epilogo per le tante banche ombra e tutte le finanziarie connesse insieme agli innumerevoli interventi della Fdic, nel solo 2010 i fallimenti hanno raggiunto quota 118 e la black list (banche sotto osservazione) si è ingrossata!

Ergo un consiglio, state lontani dai finanziari se non per mera speculazione short-term

Grecale
03/09/10 commenti (1)