Come da copione, ormai liso, ieri sera il Fedmaresciallo Ben Bernake comunicava che in tipografia avrebbero fatto straordinari:
Comunicato FOMC
"Le informazioni ottenute dall'ultima riunione di settembre confermano che il ritmo della ripresa sia a livello di produzione che occupazione continua a essere lento. Le spese delle famiglie stanno aumentando gradualmente, ma sono ancora messe sotto pressione dagli alti livelli di disoccupazione, dalla crescita modesta del reddito e dalla situazione precaria del mercato immobiliare e delle attivita' creditizie.
Le spese delle aziende nelle apparecchiature e nei software stanno salendo, anche se con meno intensita' rispetto all'inizio dell'anno. Gli investimenti nelle strutture non residenziali continuano a essere limitati. Le societa' restano riluttanti ad assumere. Il livello dei nuovi cantieri edili rimane ancora basso. L'outlook sull'inflazione a lungo termine e' rimasto stabile, ma gli indici dell'inflazione sottostante sono calati negli ultimi trimestri.
Il Comitato cerchera', come richiede peraltro il suo mandato, di raggiungere una stabilita' di prezzi e di ottenere il massimo possibile per curare le ferite del mercato del lavoro. Al momento il tasso di disoccupazione e' alto e i livelli di inflazone sono bassi rispetto all'obbiettivo del Comitato. Anche se si prevede un graduale ritorno su livelli piu' elevati di utilizzo delle risorse in un contesto di stabilita' dei prezi, il progresso verso gli obiettivi prefissati e' stato sinora deludente.
Pertanto, al fine di promuovere un ritmo piu' sostenuto della ripresa e per assicurare che l'inflazione, con il passare del tempo, si porti su livelli conistenti con quanto prevede il suo mandato, il Comitato ha deciso di acquistare nuovi titoli. La politica esistente di reinvestimento dei pagamenti principali derivanti dalle operazioni di acquisto verra' mantenuta intatta.
Inoltre il Comitato ha intenzione di acquistare altri $600 miliardi di titoli a lungo termine entro la fine del secondo trimestre 2011 al ritmo di circa 75 miliardi al mese. Il Comitato terra' sotto osservazione il ritmo dell'acquisto di titoli e le dimensioni complessive di tali misure di allentamento monetario alla luce delle informazioni che ricevera' prossimamente e adattera' il programma di conseguenza con l'obiettivo di raggiungere gli obiettivi sul fronte dell'occupazione e della stabilita' dei prezzi.
Confermato il target range sui federal funds allo 0.00-0.25%. Le condizioni economiche, tra cui i bassi livelli di utilizzo delle risorse, trend dei prezzi, e attese per un'inflazione stabile, dovrebbero garantire livelli bassi in via eccezionale ancora per un periodo prolungato.
Il Comitato, infine, monitorera' l'outlook economico e gli sviluppi finanziari e agira' di conseguenza, mettendo a punto gli strumenti necessari per sostenere la ripresa e assicurare che l'inflazione rimanga a livelli consistenti con il suo mandato."
Chi legge le mie elucubrazioni sa bene che il rallentamento denunciato, Wal-Mart conferma che da inizio anno le loro vendite sono in calo..., è in atto da tempo ed avevo paventato possibili soluzioni di politica di governo ma non monetarie, leggere
la trappola della liquidità .
Nel precedente articolo sulla
guerra delle valute avevo sottolineato come l'uso dello strumento monetario fosse già in corso e come oltre a non risolvere i reali problemi da cui sono afflitti, generasse una profonda instabilità sul mercato dei cambi con conseguenze serie e tutte da esplorare
Credo che l'elezioni di mid-term, vinte dai republicani, abbiano convinto sia Obama che Bernake che sarà difficile fare passare al congresso misure di sostegno all'economia, come l'aiuto alle piccole e medie imprese senza reiterare i vantaggi per le lobby, e che l'unica strada percorribile sia inondare i mercati di liquidità, nella realtà sono allagati
Dal fronte micro, continua la sequela di profitti in miglioramento ma se andiamo a ben guardare tra le pieghe dei bilanci (Wal-mart docet) scopriamo che tanti ed apparenti buoni risultati sono figli di tagli dei costi, quando non sono veri licenziamenti, o di allocazioni fuori dai confini domestici, mi riferisco alle vendite e produzione fuori dagli USA ma che finiscono nei bilanci delle società quotate a wallstreet senza alcun beneficio per mainstreet.
Per i miracolati finanziari continuano a ridursi gli accantonamenti su perdite esaltando cosi il risultato netto, un vero e pericolossisimo "texas-holdem"
Del resto se cosi non fosse sono certo che la Fed avrebbe fatto volentieri a meno di questa vittoria di Pirro essendo ormai fortemente esposta a conseguenze su cui difficilmente è ipotizzabile l'epilogo
I rischi globali a cui andremo incontro sono molteplici ed anche questi già anticipati nei precedenti articoli:
- Aumento di tutte le commodities legate al $ e per alcune, la cui domanda è cmq in ascesa sui mercati emergenti, potremmo assistere ad una vera bolla vedi Oil nel 2008
Per quei paesi con economia stagnante è una pessima news, bassi costi energetici sono fondamentali per una ripresa ed una bolla potrebbe deprimere ulteriormente la domanda o incidere sui costi dei beni dei prodotti finiti generando inflazione o peggio spingere le imprese ad ulteriori delocalizzazioni produttive per mitigare l'aumento dei costi delle materie di base e mantenere cosi la competitività
- Molta di questa liquidità continuerà a confluire dove meglio renumerata ossia nei mercati emergenti, innalzando i rispettivi rapporti di cambio, come dire voi non rivalutate? ci pensiamo noi a regolare i mercati speculando sulle vs cedole.
- Essendo prevalente l'acquisto dei bond a media scadenza la curva sul trentennale non dovrebbe appiattirsi (quella legata ai mutui) garantendo alle banche sufficenti margini ma potremmo vedere acquisti sul Bund tedesco
- Molti economisti e sopratutto Hoenig (unico membro fed ad aver votato contro) vedono forti rischi inflattivi, certo è una possibilità ma non nel breve almeno in USA, mentre è un rischio concreto per quei paesi dove al rincaro dei beni non fanno da controaltare l'innalzamento dei salari e rappresenterebbe quella inflazione percepita, non tecnica, che è poi l'ago della spesa delle famiglie
- A mio modesto avviso il rischio maggiore proviene da quella pax politica ( i comunicati di questi ultimi giorni sono sospetti) tra republicani e democratici che rafforza in me i timori espressi nell'articolo sulla
guerra delle valute. All'incapacità di porre rimedio ai cambiamenti strutturali dell'economia americana, i politici hanno scelto di affondare il resto del mondo ed il fronte è ormai aperto
Nel breve per l'investitore ci saranno opportunità di lauti guadagni, il rally delle borse assomiglierà sempre di più a quello delle dot.com del 2000 (tecnicamente siamo in una III maggiore vedasi articolo sugli indici), ma con la non piccola differenza che tutti i listini saranno coinvolti in questo droga party. Come sostengo da tempo vedo favoriti gli energetici (sia tradizionale che green) ed anche i tecnologici ma quale sarà il costo??? Le varie economie del globo piangeranno un decennio perduto e forse anche più
Grecale