I mercati finanziari con i suoi guru non fanno eccezione, le profezie si sprecano, del resto costano poco ma si guadagna parecchio, articoli prezzolati si diffondono come verità assolute o cmq talvolta vengono vendute per tali.
Bene, personalmente non credo che il 2011 ci riservi grandissime sorprese, però esistono buone possibilità che si riequilibri il tasso di crescita, tra le vecchie e le nuove economie
Nel 2010 due paesi su tutti hanno vinto la loro battaglia per il comando, Cina e Germania
La Cina si è imposta sui mercati, nella politica, nelle scelte strategiche globali, assumendosi anche il fardello di sorreggere paesi in difficoltà attraverso l'acquisto di debito
La Cina con il suo lento ma fermo passo, avanza nei gangli dell'economie mature divenendo vendor a tutto tondo della filiera economica, dalle produzioni ai negozi, questa è una vera invasione "pacifica".
La Germania ha assunto in modo assoluto ed anche un pò despota la leadership europea, decretandone conseguentemente le politiche dei singoli paesi membri, con costi e tensioni sociali ancora tutti da scoprire
La Germania cosi facendo si è garantita la salute del credito delle sue banche ed ha posto un chiaro veto sulle svalutazioni competitive, uno dei motivi primari della nascita e difesa dell'euro.
Entrambi i paesi sono cresciuti più delle aspettative e detengono i primi due posti nella classifica delle nazioni con maggiore export in valore assoluto!
Essendo palese il loro strapotere credo sia doveroso pensare come possa essere il loro 2011 per ipotizzarne uno globale.
La Cina nel sua enorme crescita ha seminato parecchi scheletri che non trovano pace e sono essenzialmente cinque:
- Immobiliare
- Incagli o crediti inesigibili
- Inflazione
- Inquinamento ambientale/Energia
- Disparità di crescita tra la periferia e l'interno, cosi come tra nord e sud con quest'ultimo che per una volta nella sua storia risulta vincente
Immobiliare cinese
Per comprendere ciò che accade è fondamentale fare chiarezza sul rapporto tra investimenti edili e massimizzazione dei crediti derivanti, vi farò un es.
Se impiegavate 1mil$ per costruire un edificio ricevevate crediti per almeno 5 mil$, capirete bene come le costruzioni siano state un gran bel business. Scrivo al passato perchè tutto è filiato liscio finche l'offerta ha trovato domanda e finche il prezzo delll'offerta era nella forbice della domanda
Oggi fatto salvo alcune aree oggetto di speculazione molta offerta non trova allocazione, sono molti gli esempi di grattacieli VUOTI, edifici fantasma simulacri della creazione di credito e di debito, solitamente questa situazione si genera all'inizio di una crisi, Spagna docet per avere un esempio a noi vicino sulle bolle immobiliari
I prezzi fanno fatica ad essere sostenuti e sopratutto rallenta il mondo delle nuove costruzioni, vero volano di qualunque economia
Questo accade non certo perchè ogni Cinese possiede una casa ma perche sono sempre di meno quelli che possono permettersi il salto nella cina del III° millennio, almeno finche i salari rimangono cosi modesti e privi di garanzie di continuità. ICI cinese per contenere l'inflazione
Incagli o crediti inesigibili
Difficile sapere in Cina quanti siano ed in quali settori, ma sappiamo essere tanti, non è casuale che la Banca Centrale abbia alzato i coefficenti di garanzia al 15%, questo conferma, anche se non da la misura, che le minusvalenze da portare in bilancio saranno tante ed alcune banche potrebbero ritrovarsi con attivi modesti in relazione all'esposizione
Inflazione
L'inflazione al 5-6% inizia ad essere un problema e le autorità cinesi sono decise a contrastare gli effetti nefasti attraverso una rivalutazione dello yuan, fonti vicine a Pechio (China Securities Journal, organo non ufficiale ma sempre molto vicino alla politica economia di Pechino) indicano che la Cina permetterà che quest'anno lo yuan si apprezzi fino al 5% circa nei confronti del dollaro, dopo l'apprezzamento del 3,5% messo a segno da giugno
Dal Sole24ore
"Tra le altre misure di lotta contro l'aumento dei prezzi, le autorità cinesi potrebbero aumentare nuovamente i tassi di interesse e accrescere il tasso sulla riserva obbligatoria delle banche, da quanto scrive Shusong Ba, direttore generale dell'Istituto di ricerca finanziaria all'interno del Centro di ricerca per lo sviluppo, dalle colonne dell'Economic Information Daily. «Che si tratti di limitare l'inflazione o ridurre gli squilibri commerciali, vi é più spazio per la regolazione del tasso di cambio dello yuan nel 2011 che nel 2010», spiega Ba. «Fino ad oggi Pechino regola rigidamente il tasso di cambio dello yuan, nonostante il suo impegno nel mese di giugno per lasciare fluttuare liberamente la sua moneta rispetto al dollaro». Uno yuan più forte potrebbe ridurre il costo delle importazioni cinesi e rendere le esportazioni più costose, limitando così la domanda di prodotti "Made in China" e ridurre in questo modo l'afflusso di valuta straniera in Cina, il denaro contante che alimenta l'inflazione."
Inquinamento ambientale ed energia
Le necessità energetiche in Cina sono a livelli altissimi, del resto una crescita cosi smisurata e continua deve essere alimentata, il risultato è griglia elettrica sempre in crisi e produzione energetiche di qualunque tipo con impatti ambientali disastrosi, dalle centrali al carbone alle dighe
Nel nord del paese sono molto sviluppate le centrali a carbone, durante i giochi olimpici hanno dovuto spegnerne parecchie per potere avere una visibilità accettabile ed "aria respirabile"
Pechino dispone di una sola grande risorsa naturale: il carbone. Il fossile nero, protagonista della rivoluzione industriale del XVIII secolo in Europa, è il motore energetico dell’ascesa cinese. 28 mila miniere di carbone, produzione annua pari a 1,7 miliardi di tonnellate. Ne vengono consumate 1,3 miliardi l’anno. Un’incredibile nube nera avvolge Cina ed India, viste dal satellite. La Banca Mondiale ha calcolato che 16 delle 20 città più inquinate del mondo si trovano in Cina.
La Cina sta cercando quindi di andare oltre il carbone ed ai combustibili fossili in generale. La prima soluzione è la costruzione di nuove centrali nucleari. Con ciò che ne consegue in termini di sicurezza, e tenendo presente che anche l’uranio potrebbe terminare nel volgere di 35 o 40 anni. La seconda soluzione individuata dalla leadership cinese è la costruzione di dighe per la creazione di centrali idroelettriche. E' già funzionante, l’opera di ingegneria più ardita mai realizzata dall’uomo. Che accada nel Paese della Grande Muraglia non è certo un caso. Si tratta della Diga delle 3 Gole. Alta come la Tour Eiffel e lunga più di 3 kilometri, la Diga, come la chiamano semplicemente i cinesi, produrrà a regime la stessa energia elettrica di ben 10 centrali nucleari. I costi sociali dell’operazione sono incredibili: più di 2 milioni di persone sono state costrette ad evacuare, per far posto ad un lago lungo 400 kilometri. Inghiottiti dallo Yangtze città, paesi, villaggi, 8 mila siti archeologici, sparita una fauna millenaria.
L'inquinamento dei fiumi e delle falde è uno scempio immane, iniziato 20 anni fa con l'industria chimica di base è oggi uno dei problemi ambientali più importanti, i fiumi arrivano anche all'interno della Cina, area ancora rurale ma già con evidenti tracce di contaminazione da progresso cieco
Circa 35 miliardi di tonnellate di acque reflue di origine domestica, agricola o industriale – il 90% delle quali non sottoposte a trattamenti di depurazione e pertanto cariche di sostanze nocive – vanno a inquinare ogni anno 47.000 km di corsi d’acqua, con gravissime conseguenze sulla salute, sull’ambiente e sulla pesca fluviale.
Le due facce della Cina
In 25 anni la Cina è diventata uno dei paesi con più disuguaglianze al mondo: il reddito medio per abitante è 120 euro l’anno, e circa 700 milioni di persone vivono con meno di due euro al giorno. Per migliorare la situazione dei poveri molti nuovi ricchi donano denaro ai “lavori della speranza” gestiti da agenzie semigovernative. Questi soldi vanno a compensare la mancanza di investimenti statali nei settori dell’educazione, della sanità e dell’approvvigionamento idrico, problema grave le regioni interne e ovest del paese.
Dall'inchiesta di A. Pascale- "nella Cina di oggi la distanza tra ricchi e poveri è più ampia di quella che si registra negli Stati Uniti di Obama e nella Russia di Putin. Le testimonianze raccolte compongono, infatti, una sorta di lamento corale di un esercito di afflitti e di disperati. E il filo conduttore che lega le sofferenze descritte è l’estorsione sistematica di imposte e balzelli fiscali – spesso pretesi in modo illegale – da parte di una classe dirigente locale dispotica e cinica.
Sembrano le immagini di un paese dove il regime feudale non è mai stato scardinato. Ma non è così: in Cina si è compiuta la rivoluzione comunista all’insegna dell’egualitarismo; si è dato luogo all’eliminazione fisica dei proprietari terrieri, alla collettivizzazione dell’agricoltura, all’esperienza delle comuni. Ma la sbornia ideologica di egualitarismo maoista ha paradossalmente prodotto un individualismo spietato dai connotati razzisti. Sicché ai mandarini di un tempo sono subentrati i capi locali del partito comunista che in molte regioni povere agiscono come veri e propri boss mafiosi con la copertura omertosa di ogni autorità dello Stato, dalla magistratura alla polizia.
Ancora oggi si chiamano contee le cento Cine in cui è decentrato il potere statale e contro le autorità locali continuano a scoppiare innumerevoli rivolte contadine soffocate sul nascere né più né meno come nel passato.
Le Chinatown diffuse in ogni parte del mondo ora sorgono in Cina:
Fuggendo verso le città i contadini cinesi non trovano affatto un modo per uscire dallo stato di soggezione perché restano privi dei diritti di cui godono i residenti urbani, come l’assistenza sanitaria e la scuola per i figli. In realtà vengono considerati dai ceti medioalti che vivono nelle città come dei nuovi barbari. Stanno sorgendo all’interno del paese più Chinatown di quelle sparse per il mondo, ma con un tasso di conflittualità tra locali e immigrati pari a quello che si manifestò a San Francisco quando a metà ‘800 sorsero i primi nuclei del “quartiere cinese”
Questa grande disuguaglianza rappresenta forse il maggiore problema politico, difficilmente coniugabile con una disperata sete di crescita, in un contesto come quello attuale, dove bisogna raffreddare proprio la crescita per evitare, come abbiamo visto, l'aggravarsi di tensioni inflazionistiche
Vero che negli ultimi anni i salari sono cresciuti notevolmente e ben più dell'inflazione ma ciò è vero per chi vive nelle realtà industriali, l'interno del paese è invece in condizioni di forte arretratezza con il serio rischio di vedere lievitare i costi alimentari ben oltre la sostenibilità
Osservando come la Cina sia disposta ad essere prestatore di ultima istanza, comprando i debiti europei, si direbbe che è un paese in salute, in realtà comprare il debito estero rafforza la sua leadership internazionale e piega la schiena di una debole europa
Siamo nell'epoca della Peacefull Invasion......
Per la Cina sarà un 2011 meno facile del 2010, coniugare sviluppo e controllo dell'inflazione è il suo MUST e possibilmente senza perdere acquirenti anche al costo di finanziarli!
La Germania afferma che nel 2011 avrà il rapporto Debito/Pil <3%, certo grande performance ma la difesa dei crediti bancari tedeschi potrebbe costarle caro.
Nei precedenti articoli ho già scritto cosa penso della politica tedesca, dei suoi reali interessi, adesso volgo lo sguardo ai rischi che i PIIGS, terribile acronimo, potrebbero crearle
Industrialmente la locomotiva tedesca non dovrebbe avere particolari problemi, anzi confermerà la leadership Europea, il terziario mostra segni di riavvio e la pax politic ( quantomeno nelle scelte) garantisce continuità.
La Germania ha 2 grossi problemi legati indissolubilmente:
- I PIIGS
- Le sue banche
Per dovere ricordo che PIIGS sta per Portogallo,Irlanda,Italia,Grecia,Spagna, terribbile acronimo ma ahimè con un fondo di verità!
Le vicende note riguardano Grecia e Irlanda ma anche il Portogallo e poi Spagna e Italia iniziano a pagare interessi che potrebbero compromettere definitivamente la già flebile ripresa in quest'area.
Se la speculazione spingesse al rialzo scommettendo sulle ristrutturazioni dei debiti, difficilmente si salverebbero dal "guanto europeo" con costi sociali ed economici da vera recessione, ma finchè rimangono nell'area euro la socializzazione dei costi del fondo salva stati sarà minore che non un default del sistema finanziario tedesco
Ed è lo stesso movente che spinge Cina e Giappone a comprare debito Europeo. Dalla slide che segue, tratta dal sito Icebergfinanza source BIS,

risulta evidente la criticità dell'esposizione bancarie, tedesca e francese, nei confronti dei PIIGS
Cosa accadrà nessuno può dirlo, ma credo che questa sia una domanda mal posta, in realtà sarebbe lecito chiedersi quanto sia sostenibile per i paesi salvati, il sacrificio che la UE chiede in cambio
Se anche il Portogallo e la Spagna dovessero chiedere aiuti, ristrutturare i debiti sarà inevitabile ed in questa evenienza anche Germania e Francia pagherebbero un conto elevato
Anche in questo caso il frazionamento del sistema bancario Italiano ha consentito di essere fortunatamente esposti in modo marginale, i ns problemi sono altri e forse anche più seri
La Germania ridurrà anche il rapporto debito/pil <3% ma dovrà anche essere pronta al peggio e credo che costringerà le banche ad aumentare il tier1 anticipando basilea2
L'attività economica è robusta e ben strutturata, esistono tutte le premesse per reiterare la performance del 2010
